Finanza personale, da zero Lezione 49 / 60

Fondi pensione aperti, chiusi, PIP

Vantaggi fiscali (fino a €5.164/anno deducibili), dati COVIP, quali PIP evitare e come scegliere un fondo aperto quando il fondo chiuso non c'è.

Passiamo alla lezione nel dettaglio sulla previdenza complementare italiana. Esistono tre categorie con strutture di costo e grado di convenienza molto diversi. La COVIP (il regolatore) pubblica ogni anno dati dettagliati. La maggior parte degli italiani sceglie quello sbagliato.

Le tre categorie

1. Fondi pensione chiusi (negoziali / di categoria)

Istituiti per categorie specifiche di lavoratori tramite accordi collettivi.

Esempi:

  • Cometa — metallurgia.
  • Fonchim — chimica e farmaceutica.
  • Fonte — commercio.
  • Previndai, Previndapi — dirigenti industria / commercio.
  • Laborfonds — settore pubblico Trentino-Alto Adige.
  • Espero — scuola.
  • Fondoposte — dipendenti Poste.

Caratteristiche:

  • Costi molto bassi: ISC tipico all-in tra 0,15% e 0,30% annuo.
  • Negoziati da sindacati/datori: struttura migliore dei prodotti retail.
  • Contributo datoriale: spesso 1-2% del lordo oltre al contributo del lavoratore.
  • Opzioni di investimento limitate: di norma 3-4 comparti (garantito, bilanciato, dinamico, azionario).

Se lavori in un settore che ha un fondo chiuso, devi usarlo. Il solo contributo datoriale di norma raddoppia il montante previdenziale sulla carriera.

2. Fondi pensione aperti

Chiunque può iscriversi, a prescindere dal datore. Offerti dalle SGR.

Esempi:

  • Arca Previdenza (Arca SGR).
  • Eurizon Previdenza (gruppo Intesa Sanpaolo).
  • Anima Vita Previdenza (Anima SGR).
  • Pioneer Previdenza (Amundi).
  • Pramerica (Prudential-Pramerica).

Caratteristiche:

  • Costi più alti dei chiusi: ISC tipico annuo 0,8-1,8%.
  • Più opzioni di investimento: gamma più ampia di comparti.
  • Adesione individuale: niente contributo datoriale (salvo accordi specifici del datore con un fondo).
  • Portabili: te li porti dietro quando cambi lavoro.

Per freelance, lavoratori senza fondo chiuso o per chi vuole più flessibilità di investimento: fondo aperto.

3. PIP (Piani Individuali Pensionistici)

Venduti dalle compagnie assicurative. Sono prodotti previdenziali, ma strutturati come polizze.

Esempi:

  • Generali Previdenza.
  • Allianz.
  • Mediolanum.
  • Cattolica.
  • Unipol.

Caratteristiche:

  • Di solito i più costosi: ISC spesso 1,5-3,0% annuo.
  • Strutture complesse: spesso includono componenti assicurative sulla vita.
  • Commissioni di collocamento alte: di solito spinti con aggressività dagli agenti assicurativi.
  • Alcuni includono garanzie sul capitale: il trade-off è un rendimento netto molto più basso.

Da evitare in generale. Le commissioni alte erodono sistematicamente il beneficio previdenziale. Un PIP con ISC del 2,5% su 30 anni distrugge circa il 40% di quello che avresti in un fondo aperto all’1,5% — ancora di più rispetto a un fondo chiuso allo 0,25%.

Eccezione: alcuni accordi aziendali propongono un PIP come fondo pensione “di default”. Anche in quel caso, valuta se passare a un fondo aperto meno costoso.

Dati COVIP

La COVIP pubblica rapporti annuali. Fatti chiave per il 2024:

  • Aderenti totali alla previdenza complementare: ~10 milioni (su ~23 milioni di lavoratori).
  • Patrimonio totale: ~€225 miliardi.
  • ISC medio per categoria (ponderato): 1,2% fondi aperti, 0,25% fondi chiusi, 1,85% PIP.

Le differenze di costo spiegano direttamente i risultati. I dati stessi della COVIP mostrano che i rendimenti correlano con i costi bassi, non con la presunta “abilità del gestore attivo”.

Vantaggi fiscali

Il vantaggio chiave di qualsiasi fondo pensione:

Sui contributi

Fino a €5.164,57/anno deducibili dall’IRPEF.

Al 35% di aliquota marginale: risparmi €1.807/anno di tasse. Al 43% di aliquota marginale: risparmi €2.220/anno.

Per chi ha redditi alti è sostanzioso. Pensala così: ogni euro versato ti costa tra 57 e 77 centesimi (perché il risparmio fiscale compensa parte del contributo).

Sui rendimenti durante l’accumulo

  • Imposta piatta del 20% sui guadagni all’interno del fondo pensione (più bassa del 26% sugli ETF ordinari).

Al riscatto

  • Aliquota base: 23% sulla quota di plusvalenza accumulata.
  • Si riduce dello 0,3%/anno dopo 15 anni di adesione, fino al 9% dopo 35 anni.
  • Quindi chi è iscritto da 35+ anni paga il 9% al riscatto — bassissimo.

Rispetto all’investimento in ETF normali: 26% di tasse immediate + 20% sulla crescita in fase di accumulo + stessa tassa al realizzo. Il fondo pensione vince nettamente.

Quando iniziare

Prima sempre meglio per capitalizzazione + riduzione dell’aliquota al riscatto.

Un 25enne che inizia oggi: a 67 anni, 42 anni di adesione → tassa al riscatto al 9%. Un 50enne che inizia oggi: a 67 anni, 17 anni di adesione → tassa al riscatto al 22-23%.

Il solo vantaggio fiscale al riscatto rende meaningful iniziare prima.

Strategia di contribuzione

Regola semplice:

  1. Se il tuo datore offre un fondo chiuso con contributo datoriale: iscriviti. Versa abbastanza per avere il matching pieno. Sono soldi gratis.
  2. Versamenti aggiuntivi al fondo pensione fino a €5.164/anno per la deduzione IRPEF.
  3. Se il datore non fa matching: apri un fondo aperto. Opzioni low-cost come Arca.

Strategia ottimale per Sofia: il suo datore non ha un fondo aziendale. Apre un fondo aperto a basso costo (Arca Previdenza, ISC ~0,9%). Versa €5.164/anno per la deduzione IRPEF piena. Risparmia €1.800 di IRPEF. Su 37 anni al 5% reale, cresce a ~€510.000.

Scegliere i comparti

Ogni fondo pensione offre diverse linee di investimento:

  • Garantito: capitale preservato, rendimento minimo (0,5-1,5%). Obbligazioni, liquidità. Per chi è vicinissimo alla pensione.
  • Obbligazionario: sbilanciato sulle obbligazioni. 1,5-2,5% di rendimento reale atteso.
  • Bilanciato: 40-60% azioni, il resto obbligazioni. 3-4% di rendimento reale atteso.
  • Azionario/Dinamico: 70-100% azioni. 4,5-6% di rendimento reale atteso.

Regola: allineare il comparto all’orizzonte temporale. Lontano dalla pensione → azionario. Vicino → bilanciato → garantito.

Default italiano tipico: bilanciato. Spesso troppo conservativo per chi ha 30+ anni davanti.

Per Sofia a 28: azionario o dinamico ha senso. Passare a bilanciato intorno ai 55.

Portabilità

Puoi trasferire un fondo pensione a un’altra compagnia (dopo 2 anni di adesione). Utile se il tuo fondo ha costi alti e ne trovi uno più economico.

Procedura: chiedi al fondo di destinazione la modulistica di trasferimento. Si coordinano loro. Ci vogliono 1-2 mesi.

Nessun evento fiscale; nessuna interruzione del conteggio degli anni ai fini fiscali.

Opzioni di erogazione

All’età pensionabile (da 5 anni prima dell’età INPS a 5 anni dopo, a seconda delle regole):

Opzione 1: Capitale (liquidazione)

  • Fino al 50% in capitale.
  • Il resto in rendita vitalizia.
  • Soggetta a soglie minime di montante o di adeguatezza della pensione.

Opzione 2: Capitale pieno

  • 100% in un’unica soluzione.
  • Possibile se la pensione complementare sarebbe sotto una soglia o se la pensione INPS è già adeguata.

Opzione 3: Rendita vitalizia

  • 100% convertito in pensione a vita.
  • Mensile fino al decesso.

Alla maggior parte delle persone conviene una combinazione. Il capitale pieno è spesso preferito da chi vuole gestirsi il drawdown in autonomia in pensione (simile al prelievo dal 401(k) americano).

RITA — accesso anticipato

RITA — Rendita Integrativa Temporanea Anticipata: accesso al fondo pensione fino a 5 anni prima dell’età pensionabile INPS.

Requisiti:

  • 20 anni di contributi INPS.
  • 5 anni di adesione al fondo pensione.
  • 62 anni con cessazione del rapporto di lavoro, oppure 57 anni in stato di disoccupazione.

Utile per scenari “Coast FIRE” — rallentamento del lavoro a 62, reddito dal fondo pensione fino all’INPS a 67.

Il confronto prodotto per prodotto

Per chi sceglie un fondo pensione aperto nel 2025:

Range indicativo di ISC (costi ricorrenti) (da verificare aggiornati):

ProdottoRange ISC
Arca Previdenza0,70-1,00%
Eurizon Previdenza1,00-1,80%
Anima Vita Previdenza1,00-1,40%
Pramerica Previdenza0,90-1,20%
Pioneer / Amundi Previdenza0,80-1,00%
Allianz (vari)1,50-2,40% (soprattutto le varianti PIP)
Generali Alleata1,00-1,50%

Per il fondo aperto a costi minimi: Arca o Pramerica. Da evitare: prodotti Allianz carichi di struttura PIP.

Verificare ogni anno; i costi cambiano con le versioni.

Il contributo datoriale al fondo pensione — la trappola decisiva

Se il tuo datore offre il matching e non ti iscrivi, perdi il contributo. Per sempre.

Luca, se il bar dove lavora offrisse un fondo pensione con matching all’1%: dovrebbe iscriversi anche a 18 anni per versamenti minimi. Il matching sono soldi gratis.

Sofia, se il datore non fa matching: nessuna perdita a non iscriversi al fondo del datore. Ma dovrebbe comunque aprire un fondo aperto per la deduzione IRPEF.

Cosa fare con questa lezione

Tre cose:

  1. Verifica se il tuo datore ha un fondo chiuso. Se sì, iscriviti. Massimizza il contributo datoriale.
  2. Apri un fondo aperto low-cost (Arca, Pramerica) se non hai un fondo chiuso.
  3. Versa fino a €5.164/anno per la deduzione IRPEF piena. Lo strumento previdenziale col ROI più alto disponibile ai lavoratori italiani.

Fonti

  • COVIPPensione complementare: dati annuali. https://www.covip.it/.
  • COVIPCercatore fondi. https://www.covip.it/cercatore-fondi.
  • Prospetti informativi dei singoli fondi pensione.
  • Agenzia delle EntrateDeducibilità contributi fondi pensione. https://www.agenziaentrate.gov.it/.

Prossima lezione: previdenza complementare, esempio pratico — Sofia a 28 vs Giorgio a 52. Stesso obiettivo, matematica diversa.

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