Finanza personale, da zero Lezione 41 / 60

TER: il killer silenzioso

2% contro 0,2% in 30 anni. In euro, su dati reali. Il grafico che convince chiunque a passare all'indicizzato.

Lo zio di Sofia, Carlo, gestisce un piccolo fondo comune nella sua filiale. Una volta ha provato a convertirla con questa: “Il TER del nostro fondo è 1,5%, che per un prodotto a gestione attiva è ragionevole.” Sul “ragionevole” all’interno di quel settore non aveva torto. Ma la lezione di oggi è la matematica grezza di cosa combina il TER sulla ricchezza in 30 anni, ed è una mazzata.

Ripasso del TER

TER (Total Expense Ratio) — la percentuale annua che un fondo applica. Include commissioni di gestione, costi amministrativi, custodia, revisione. Di solito non include i costi di transazione (rendicontati a parte) né le commissioni di performance.

TER tipici:

  • ETF indicizzato passivo: 0,05-0,25%.
  • Fondo comune attivo: 1,0-2,5%.
  • Fondo a gestione attiva “premium”: oltre il 3%.

Sulla carta, una differenza dell’1,5% sembra poca roba. Sui decenni, non lo è.

Il grafico a 30 anni

Partenza: €10.000 investiti. Rendimento reale annuo (lordo): 6%. Periodo di detenzione: 30 anni.

TERRendimento netto annuoValore finale a 30 anni
0,05%5,95%€56.130
0,10%5,90%€55.320
0,20%5,80%€53.720
0,50%5,50%€49.130
1,00%5,00%€43.220
1,50%4,50%€37.450
2,00%4,00%€32.450
2,50%3,50%€28.130
3,00%3,00%€24.270

Confrontando un indicizzato a basso costo (TER 0,2%) con un attivo di costo medio (TER 2%):

  • Basso costo: €53.720.
  • Costo alto: €32.450.
  • Differenza: €21.270.
  • Ovvero il 213% dell’investimento iniziale bruciato dalle commissioni in 30 anni.

L’intuizione matematica

Ogni anno il rendimento si capitalizza. Ogni anno anche la commissione si capitalizza, come mancata crescita.

Un costo dell’1% non è solo l’1% di quest’anno. È l’1% di quest’anno + l’1% che avresti guadagnato sull’1% perso l’anno scorso + l’1% che avresti guadagnato sull’1% perso l’anno prima…

Sui decenni, questa “opportunità persa” sui costi stessi diventa dominante. Il costo aritmetico (1%) si trasforma in una zavorra asimmetrica sui rendimenti composti.

Lo stesso grafico, con versamenti mensili

Più realistico: qualcuno che fa PAC, non un lump-sum unico.

€500/mese per 30 anni, rendimento reale lordo del 6%:

TERValore finale
0,20%€527.000
1,00%€452.000
2,00%€383.000

Su un totale di versamenti a vita di €180.000, il gap tra 2% e 0,2% è di €144.000 — circa l’80% di quello che hai messo dentro.

È la differenza tra:

  • “Hai versato €180k. Il portafoglio vale €527k. Pensione comoda.”
  • “Hai versato €180k. Il portafoglio vale €383k. Pensione stretta.”

Stessi risparmi, stesso sforzo. La differenza: le commissioni.

Perché le banche spingono prodotti a TER alto

Perché sono loro che incassano i costi. Un consulente che piazza un fondo comune al 2% di TER riceve tipicamente il 50-70% di quella commissione come commissione di collocamento annua. Su un cliente con €200.000 in quel fondo, il consulente guadagna ~€2.500/anno continuativi, per tutto il tempo in cui il cliente lo tiene.

Tutta l’economia delle filiali bancarie italiane dipende da queste retrocessioni. Ecco perché dal consulente della tua banca non sentirai parlare di ETF a basso TER se non chiedi esplicitamente.

Conflitto di interessi: MiFID II

La normativa UE (MiFID II) impone la disclosure dei conflitti di interessi. In pratica:

  • I consulenti delle banche italiane sono tipicamente “non indipendenti” — ricevono retrocessioni.
  • Le disclosure sono sepolte in documenti lunghi.
  • La conversazione diventa comunque: “Questo fondo è adatto al suo profilo”, senza menzionare che è quello con la commissione più alta sullo scaffale.

Regola: se un prodotto finanziario ha un TER sopra l’1%, chiedi perché costa così. La risposta onesta: perché chi te lo vende guadagna commissioni dal costo.

Cosa copre il TER

Il TER include:

  1. Commissione di gestione. Quello che incassa la società del gestore.
  2. Spese amministrative. Banca depositaria, transfer agent, revisione.
  3. Canoni di licenza. Se replica un indice proprietario (MSCI, S&P), i costi pagati al provider dell’indice.
  4. Legale e compliance. Di solito piccoli.
  5. Marketing (in alcuni casi, per i fondi “distributor”).

In un ETF indicizzato passivo, gran parte del TER va al licensing dell’indice e a una gestione minimale. In un fondo attivo, va soprattutto ai gestori del portafoglio e alla distribuzione.

Cosa NON copre il TER

Costi nascosti ulteriori:

  • Costi di transazione interni al fondo. Comprare e vendere titoli dentro il fondo genera costi; non sono nel TER.
  • Cash drag. Se il fondo tiene liquidità in attesa di investire, i rendimenti soffrono.
  • Tasse sulle distribuzioni. 26% sui dividendi, secondo la normativa italiana.
  • Spread denaro-lettera quando compri/vendi il fondo tu stesso. 0,05-0,30% a operazione.
  • Commissioni di negoziazione del broker.
  • Imposta di bollo (0,2%/anno).

Il costo totale di possesso è il TER + queste aggiunte. Per gli ETF, tipicamente TER × 1,5-2 come costo totale. Per i fondi attivi, è molto peggio in proporzione.

Il mito del “costo alto = gestione migliore”

Convinzione diffusa: “Se pago di più, allora sto avendo una gestione migliore.”

L’evidenza dice di no. I dati SPIVA (lezione 30): ~90% dei fondi italiani a gestione attiva sottoperformano il loro benchmark su 10 anni. Costi più alti non correlano con rendimenti migliori.

Anzi, la ricerca empirica (Fama e French, e altri) suggerisce che in media i fondi a costo alto sottoperformano quelli a costo basso all’incirca per la differenza di costo. Paghi di più e ottieni di meno.

Come trovare il TER

Il KID (Key Information Document) di ogni fondo lo mostra in evidenza. Nei fondi più vecchi si chiama KIID.

Fonti online:

  • justETF.com — mostra il TER di ogni ETF domiciliato UE.
  • Morningstar.it — dati completi su ETF e fondi.
  • Siti dei provider — iShares.com, vanguard.com.
  • Pagina di dettaglio del fondo sul tuo broker.

Controlla il TER prima di comprare. Se è sopra l’1% per un fondo azionario, cerca alternative.

Il costo marginale di ogni punto base di TER

Su 30 anni, ogni punto base (0,01%) di TER costa all’incirca:

  • €300 ogni €10.000 di investimento iniziale.
  • €1.500 ogni €50.000 investiti.
  • €300 per ogni anno di versamenti da €10.000.

Su un portafoglio di €500.000 di lungo periodo, una differenza di TER dello 0,10% = €3.000-5.000/anno di costo continuativo. Una differenza dell’1% = €30.000-50.000.

Cifre rilevanti. Vale la pena ottimizzare.

Ma 0,05% contro 0,20% non è anche tanto?

Non proprio. Su 30 anni e €100.000, quella differenza dello 0,15% = forse €3.000-5.000. Soldi veri, ma non vale la pena ottimizzare rispetto al gap dell’1-2% con i fondi attivi.

Il gap tra 0,05% e 0,25% è piccolo. Il gap tra 0,25% e 1,5% è enorme. Concentrati sui gap grossi.

Costo nascosto: le commissioni di performance

Alcuni fondi applicano una commissione di performance sopra al TER, di solito il 15-20% dell’extra-rendimento rispetto a un benchmark.

Suona giusto: “il gestore viene pagato solo se sovraperforma.” Nella realtà: il benchmark è di solito fissato basso, oppure l’hurdle rate è minimo. Il gestore si prende il rialzo quando va bene e non restituisce niente quando va male.

Effetto netto: il TER sale quando il fondo va bene, e paghi la commissione. Quando va male, paghi il TER base e ti becchi anche la sottoperformance.

I fondi comuni italiani hanno spesso commissioni di performance. Controlla prima di comprare.

Gli ETF specificamente a basso TER

La corsa al ribasso sul TER per gli ETF azionari è stata spettacolare:

  • Vanguard S&P 500 UCITS ETF: 0,07%.
  • iShares Core S&P 500 UCITS ETF: 0,07%.
  • SPDR S&P 500 UCITS ETF: 0,03%.

Per un’esposizione pura allo S&P 500, puoi pagare meno dello 0,1% all’anno.

Per esposizione globale (MSCI World, FTSE All-World): 0,12-0,22%.

Per i mercati emergenti (MSCI EM): 0,18-0,25%.

Per il corporate investment-grade: 0,20-0,25%.

Tutti radicalmente più economici dei fondi attivi al 1,5-2,5%.

Quando un TER alto può essere giustificato

Casi stretti:

  1. Strategie davvero difficili da replicare. Esposizioni specifiche a emerging, strategie fattoriali di nicchia, asset privati. Anche qui i costi raramente superano lo 0,5-0,7%.

  2. Fondi piccoli o nuovi con costi fissi più alti. ETF specializzati con AUM sotto i €100M possono avere un TER di 0,4-0,6%. Se l’esposizione è davvero unica e la vuoi, ci sta.

  3. Edge dimostrato di un gestore attivo. Richiede decenni di evidenza. Molto raro a livello retail. La maggior parte dei gestori “provati” è costosa e chiusa a nuovi capitali.

Fuori da questi casi: TER alto = soldi buttati.

Uscire dai prodotti a TER alto

Se oggi detieni un fondo comune al 2% di TER:

  1. Calcola il costo fiscale dello switch. 26% sulle plusvalenze realizzate. Se hai €10.000 di plusvalenza, sono €2.600 di tassa.
  2. Calcola il beneficio dello switch. Risparmi ~1,8% all’anno su €50.000 = €900/anno. Con rendimenti reali al 5%, composti, il break-even arriva in 3-4 anni.
  3. Di solito conviene fare switch se hai un orizzonte di investimento di 5+ anni.

Eccezione: se sei vicinissimo alla pensione (1-3 anni), il colpo fiscale potrebbe non essere recuperabile.

Cosa fare con questa lezione

Tre cose:

  1. Fai l’audit di ogni fondo che possiedi. Trova il TER. Somma quanto stai pagando all’anno (TER × saldo).
  2. Per tutto quello che sta sopra l’1%, trova l’equivalente indicizzato. Un ETF con stessa esposizione o simile allo 0,1-0,3%.
  3. Esegui lo switch quando il colpo fiscale < 3 anni di risparmio di commissioni. Non farti incantare dal “ma il mio fondo potrebbe fare meglio”.

Fonti

  • justETF.com — confronti di TER.
  • Morningstar Italiahttps://www.morningstar.it/.
  • SPIVA (S&P)https://www.spglobal.com/spdji/en/research-insights/spiva/.
  • Assogestioni — statistiche dell’industria dei fondi italiani.

Prossima lezione: i costi nascosti — spread, conversione valutaria, commissioni di negoziazione. Il TER non è l’unico numero.

€10.000 investiti per 30 anni al 7% lordo, per TER del fondo

Differenze di TER che sembrano piccole si trasformano in grandi distanze sul valore finale. Il grafico a linee mostra la crescita anno per anno; il grafico a barre mostra il valore finale e, per ogni fondo a commissioni più alte, quanto ottieni in meno rispetto all'opzione a TER basso.

Valore finale al 30° anno

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